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Trasferta toscana

Abbiamo trascorso un week-end in trasferta da papà. Da quando Marcello ha iniziato a lavorare in provincia di Firenze i fine settimana invernali sono trascorsi all’insegna dello stare stanziali a Faenza per fare recuperare a papà le abitudini familiari. Nelle intenzioni c’era la volontà di andarlo a trovare ma il freddo e la pioggia che hanno caratterizzato la maggior parte dei fine settimana da gennaio a marzo ci hanno sempre scoraggiato. Così la scorsa settimana volendo dare il benvenuto alla primavera, avevamo messo in programma che se il meteo fosse stato clemente ci saremmo spostati noi. La decisione di partire però l’abbiamo presa solo giovedì, sabato a Firenze era prevista un po’ di pioggia e con i bambini quando piove diventa tutto più complicato: tenere due energici piccoli ometti in un ambiente chiuso diverso da casa propria è davvero un’impresa. Ma poi, cercando informazioni su qualcosa di interessante per bambini dell’età di Danilo e Federico abbiamo “scoperto” che questo fine settimana a Firenze ci sarebbe stato il Festival dei Bambini.Ci è sembrata l’occasione giusta per far scoprire qualcosa di questa città ai nostri bambini e, in caso di pioggia, le attività, i laboratori e le visite guidate previste dal programma ci rassicuravano sulla possibilità di trovare il modo giusto per occupare il tempo e non farli annoiare. Avendo fatto tutto last-minute abbiamo scoperto solo in mattinata che avremmo dovuto prenotare gli eventi i programma. Ma la buona sorte ci ha supportati e arrivati alla stazione ci siamo diretti in piazza della Signoria sperando che qualcuno rinunciasse alla propria partecipazione al laboratorio previsto a Palazzo Vecchio per le 12.00 consentendoci di parteciparvi. Beh….non ci crederete è andata proprio così ed è stata un’esperienza davvero molto bella e coinvolgente.

Il titolo dell’evento era :  FAVOLA PROFUMATA DELLA NATURA DIPINTA e prevedeva una introduzione teatrale presso il teatrino e, successivamente, una visita guidata che si sviluppava sul tema introdotto. La fascia d’età era la nostra 4-6 anni. Perfetto!

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Scopriamo che Ian, l’attore che interpreta la storia, è davvero straordinario con i bambini. Voce profonda, sguardo magnetico, in pochi secondi cattura l’attenzione del piccolo gruppetto e li avvolge con il racconto di Cosimo I De’ Medici ed Eleonora di Toledo che, scegliendo Palazzo Vecchio come loro abitazione ed essendo tanto in contrasto con i paesaggi e gli orizzonti cui erano abituati, decisero di trasformarne le sale in una rievocazione dello splendore naturale della Maremma e del golfo di Napoli. Così comincia a narrare, associando al racconto i profumi e percorrendo le sale del palazzo, fermandosi nella sala delle carte geografiche per scoprire luoghi e popoli da cui provenivano frutti e ortaggi fino ad allora sconosciuti (il cacao, la patata, il pomodoro, la melanzana…), proseguendo negli appartamenti di Eleonora dagli affreschi ricchi di una natura esplosiva, mediterranea e tropicale, cercando di scoprire i frutti annusati nella Sala delle Udienze, catturandoli poi con la storia e i profumi di Venere e Vulcano ed infine coinvolgendoli nel racconto della nascita di Giove, di come venne salvato dal destino che Saturno riservava ai suoi figli, allevato dalla capra Amantea e dalla ninfa Melissa divenendo poi il dio-capo di tutti gli dei. Ogni tappa, ogni momento particolare, sottolineato dal profumo ora del cacao, ora del fumo di vulcano, ora dai fiori o dal miele o ancora dal latte di capra, rimarrà sicuramente indelebile nella memoria di quei dieci bambini che sabato hanno attraversato le sale, e la storia, di uno dei palazzi più famosi al mondo.

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Il nostro week-end è proseguito con la visita a Collodi, al parco di Pinocchio. La visita è iniziata con una bella sorpresa: nelle bacheche del museo abbiamo riconosciuto due opere di una cara amica e artista poetica e delicata, Maria Pia Gambino (vi consiglio un giro tra le sue creazioni http://www.fattidicarte.com). Il suo Pinocchio e il suo Mangiafuoco ci hanno accolti all’ingresso del percorso del Museo di Pinocchio (Fondazione Carlo Collodi) dove fanno parte della collezione permanente. Usciti all’aria aperta iniziamo la visita. Mi aspettavo un parco ormai decadente, un po’ sottotono, invece sono rimasta molto sorpresa dal  fascino di questo luogo.  Siamo troppo abituati ai parchi di divertimento con spettacoli strabilianti ed effetti speciali, a Collodi, invece, si respira l’aria degli anni cinquanta, giochi semplici, laboratori alla portata di tutti, le giostre vintage, e ci si riappropria del divertimento fatto di cose semplici. E’ stato un piacere vedere i bimbi coinvolti nello spettacolo dei burattini per mezz’ora di fila e poi correre attraverso i percorsi del parco alla scoperta del personaggio da incontrare ad ogni angolo (sculture di Pietro Consagra): il Grillo Parlante, il Gatto e la Volpe…passare sotto le gambe del gendarme, vedere la casa della Fata Turchina, la lumaca, il granchio che fa gli scherzi a chi passa, la bara della Fatina e poi eccola lì, la tanto attesa Balena! Entrarci dentro e stare tra i suoi denti è stata una delle esperienze più divertenti! Spesso noi genitori circondati da troppa tecnologia pensiamo che i nostri bambini non si accontentino di storie prive di robot, di postazioni elettroniche, effetti sonori e altro: esperienze come quella fatta a Collodi fanno riflettere su quanto i bimbi amino le cose semplici e quando capiscono di essere in un luogo dedicato a loro si sentono i protagonisti e vivono fino in fondo le esperienze che gli si propongono.

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Ogni tanto fa bene scoprire luoghi un po’ distanti dal flusso turistico massificato, ti riporta alla realtà, ti da un senso di benessere e soddisfazione. Con questi pensieri e con questi ricordi noi ricominciamo la nostra settimana, un po’ più carichi di belle esperienze e animati dal desiderio di viaggiare ancora.

Buon inizio settimana a tutti.

 

 

 

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2 thoughts on “Trasferta toscana

  1. Cara Valentina semplicemente splendido. Ti leggo sempre con interesse . Una carezza ai piccoletti ed un caro saluto a te e tuo marito.
    Sono stato anch’io a Collodi diversi anni fa.

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