Il mio primo post sul design per bambini è un tributo alla sediolina che amo di più: la Panton Junior progettata dal designer danese Verner Panton e prodotta da Vitra. Ne posseggo una miniatura in plastica rossa trasparente, di cui sono gelosissima, che è stata l’ispirazione per il nome ed il logo del mio blog che, con questa categoria non ha la pretesa di voler rappresentare in modo esaustivo l’universo vastissimo ed incredibile del design per bambini (sarebbe stupido e pretenzioso), ma piuttosto fare in esso delle incursioni  condividendo con i lettori una personalissima selezione di prodotti che per vari motivi (sostenibilità, creatività, originalità, utilizzo di materiali di recupero, bellezza, etc…) hanno attratto o attraggono la mia attenzione e mi fanno venir voglia di rimpicciolirmi per poterli possedere e usufruirne al meglio!

Tornando alla Panton, qualcuno potrebbe stupirsi che una sedia in plastica, pensata per la produzione in serie, possa essere diventata un oggetto di culto. Oggi, infatti, non sempre la plastica è sinonimo di qualità: è un materiale difficile da smaltire, invecchia rapidamente, si ricicla in parte ma con costi elevati, lascia una sensazione di provvisorietà e fragilità. Ma quando negli anni sessanta se ne introdusse il suo utilizzo nella produzione industriale, questo materiale cambiò, o meglio, rivoluzionò il mondo del design e gli stili di vita di tutte le generazioni future. Il “nuovo” materiale irruppe nel quotidiano e nell’immaginario di milioni di persone, nelle cucine, nei salotti, permettendo a masse sempre più vaste di accedere a consumi prima riservati a pochi privilegiati, semplificando un’infinità di gesti quotidiani, colorando le case, rivoluzionando abitudini consolidate da secoli e contribuendo a creare lo “stile di vita moderno” (corsivo tratto da http://www.corepla.it/la-storia-della-plastica). E’ questo il momento storico in cui si colloca l’ideazione di questa sedia diventata un classico della storia del design.

L’origine della Panton risale alla fine degli anni cinquanta. L’obiettivo di Verner Panton era quello di realizzare una sedia in plastica che avesse caratteristiche di ergonomia e confort e fosse prodotta in serie con un solo stampo, una linea curva senza soluzioni di continuità. Dopo vari tentativi di trovare un produttore, Panton entrò in contatto con Vitra, e dal 1963 cominciarono insieme a sviluppare prototipi per trovare la soluzione migliore per la sua realizzazione e commercializzazione in serie. Il primo modello di Panton fu prodotto nel 1967 realizzato in schiuma poliuretanica rigida con finitura lucida (sedia ancora oggi in produzione con materiali e stampi identici all’originale). Da quel momento in poi la Panton ottenne premi e riconoscimenti (uno dei primi modelli prodotti fa parte della collezione del MOMA)  e, nel 2008, venne messa in produzione la Panton Junior, da sempre nei pensieri del progettista.

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Nonostante la “veneranda” età, la Panton non ha avuto bisogno di revisioni per la realizzazione della versione Junior, del tutto identica alla versione per adulti tranne che nella dimensione ridotta di circa il 25%. Il suo design ergonomico, privo di spigoli, il materiale flessibile e resistente, ben si addicono ad un prodotto destinato ai più piccoli. Essa racchiude, infatti, le caratteristiche necessarie per un prodotto per bambini: maneggevolezza, comodità, solidità, sicurezza. Se poi aggiungiamo la sinuosità della forma e il colore il gioco è fatto!

Kids Shooting Basel

Rimane un prodotto comunque di nicchia: il costo di una Panton Junior si aggira intorno ai 240 euro, spesa che non tutti sono disposti a fare per un prodotto per bambini. Tuttavia, a mio avviso, rimane un must e, se oggi dovessi pensare ad un regalo da farmi fare per i miei bimbi, sicuramente questa sedia si collocherebbe ai primi posti della classifica della mia personale wish-list. E’ uno di quegli oggetti che, nonostante un giorno non sarà più adeguata ai suoi fruitori, rimane un pezzo d’arredo che potrà  svolgere il suo ruolo nell’ambiente domestico e che, data la sua durevolezza, sicuramente sarà una gradita eredità per nipoti e pronipoti.

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