Domani si celebra la festa della mamma, una ricorrenza che cadrebbe l’8 maggio ma ormai, per convenzione, si festeggia la prima domenica successiva a questa data.

Questo blog non avrebbe senso senza la presenza delle mamme, e per questo oggi dedico queste riflessioni a questa figura fondamentale nella vita di ciascun essere umano.

Per pura curiosità ho digitato su google la parola “mamma” è visto cosa ne veniva fuori. Ovviamente sono centinaia di pagine in cui questa parola viene utilizzata, ma la prima pagina in assoluto che risultava dalla ricerca è la notizia data da Il Fatto sul rapporto di Save the children sulla condizione delle mamme nel mondo.

Al primo posto della classifica c’è la Finlandia, l’Italia ha guadagnato qualche posizione grazie alla maggior presenza di donne al governo. Ecco…bella differenza…se l’attenzione di un Paese nei confronti della condizione delle donne-mamme si misurasse dalla tutela, dai servizi offerti, dall’assistenza, dalla presenza di strutture di supporto offerte per assicurare continuità lavorativa alle madri che lavorando decidono di avere un figlio beh….dubito che il nostro povero Paese sarebbe all’undicesimo posto della classifica. Uno Stato che si rispetti dovrebbe garantire che per tutte, dipendenti pubblici, lavoratrici autonome, dipendenti di aziende private, sussistano condizioni di tutela dell’essere madri, controllando anche come la maternità viene gestita dai privati o dagli enti di previdenza dei liberi professionisti. In che senso? Faccio un esempio che mi riguarda da vicino: l’Inarcassa (cassa di previdenza per Ingegneri e Architetti per chi non la conoscesse).

Lascio il beneficio del dubbio sul fatto che forse si presupponga che un libero professionista lavori fino all’ottavo mese di gravidanza, ma, se non fosse così? Per esempio….una gravidanza a rischio? Ecco….la Cassa degli Architetti prevede che l’istruttoria per la richiesta del contributo di maternità si inoltri dopo il sesto mese o subito dopo il parto.

Che dire, a me il contributo è arrivato quattro mesi dopo la nascita dei miei figli, e mi chiedo: se dal nono mese di gravidanza al compimento dei quattro mesi dei miei figli non avessi avuto alle spalle il reddito di mio marito, cosa avrei dovuto fare per sopravvivere e fa sopravvivere il mio bambino? Eppure la Cassa puntualmente esige il pagamento del contributo annuale in due rate (settembre e dicembre) e se sfori di qualche giorno scatta la penalità. Capisco….si tratta di un Ente privato, ma anch’io sono una cittadina italiana, pago le tasse e ho diritto al voto, quindi c’è qualcosa che non va. Forse dovremmo essere noi a pretendere un trattamento diverso, non accettare certe condizioni o forse emigrare in massa nei paesi scandinavi dove trattano i genitori e i figli da cittadini con pieni diritti, ti danno una sovvenzione o la “scatola regalo” (vedi link precedente) appena partorisci, hai a disposizione i passeggini gratuiti all’aeroporto, i locali pubblici sono attrezzati per i genitori con i bambini, e i bambini hanno attenzioni che qui non riusciamo neanche ad immaginare.

Essere mamma è sempre stato un mestiere davvero impegnativo ed oggi, con gli impegni e la frenesia del vivere quotidiano, la mancanza di lavoro per molti, lo forse ancor di più. Ricordiamolo non solo l’8 Maggio ma ogni singolo giorno dell’anno.

Auguri a tutte le mamme, auguri a mamma Rosa (la mia grandissima mamma).

 

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