Quando ero incinta del primo cucciolo pensavo già alle cose che avrebbero potuto fare felice il mio bimbo ed appagare il mio desiderio di essere una mamma capace di dare gli stimoli giusti. Uno degli oggetti che mi attirava maggiormente, anche per deformazione professionale, erano le casette per bambini. Tra quelle che vedevo nei negozi per bambini non ce n’era una che non fosse in plastica e, spulciando sul web alla ricerca di prodotti più attenti al design ed ai materiali costruttivi, la ricerca portava a oggetti dal prezzo improponibile (per una questione di principio credo che spendere cifre eccessive per oggetti che hanno un utilizzo limitato nel tempo sia assolutamente da evitare).

Così, quando Danilo iniziò a fare i primi passi mi procurai uno scatolone enorme e lo modificai per farlo somigliare ad una casetta con il tetto a falde.

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Ci giocammo davvero tanto, quel monolocale con il tetto rosso e l’erbetta sul perimetro fu uno dei primi modi che io e Danilo inventammo per sperimentare il cucù, il nascondino, l’ebbrezza del buio….Poi è arrivato Federico e imparando a gattonare ha imparato anche lui ad apprezzare quell’oggetto curioso. Quando giocava con il fratello “maggiore” il monolocale era davvero piccolo ma ci stavano sdraiati o accartocciati dentro entrambi divertiti da quella casetta che si spanciava tutta.

Povera gloriosa casetta….era giunto il momento di passare ad una soluzione più comoda e soddisfare il mio desiderio di vederli giocare dentro un luogo che potevano sentire di loro proprietà esclusiva.

L’occasione per il nuovo progetti è nata dalla possibilità di utilizzare tubi in cartone che avevano regalato in abbondanza alle maestre di Danilo e con i quali i bambini della IB avevano realizzato dei bellissimi bastoni della pioggia. Cercando qualche suggerimento sul web per poterli collegare ho capito che il progetto sarebbe stato più semplice ed economico del previsto…bastava dello scotch da pacchi è un po’ di attenzione agli incroci!

Che dire, ho realizzato la nuova casetta per i miei cuccioli in due pomeriggi con un costo totale inferiore ai 15 euro e impatto ambientale zero!

La casa di Dani e Fede è ancora lì, a distanza di un anno, magari un po’ provata, ma ancora gettonatissima da tutti gli amici che vengono a trovarli. A volte si trasforma in un ristorante, a volte in una stalla per cavalli o in una rimessa per mezzi di locomozione, comunque sia è un luogo in cui i bambini danno sfogo alla loro immaginazione.

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Spesso noi adulti non ci rendiamo conto che per far felici i nostri figli basta davvero poco: una scatola di cartone trasformata in aereo, in auto, in strumento, spada, o qualsiasi altro oggetto fatto da mamma o da papà, con tutti i difetti che potrà avere, avrà comunque un valore aggiunto che nessun gioco già pronto potrà mai possedere, e sarà sicuramente un ricordo che riaffiorerà nel tempo, al momento giusto, quando, da adulti, penseranno al loro essere stati bambini.

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