FIGLI, personale

Io sto con Francesca #appizzastufiore

Una valanga di fiori sta ricoprendo, da qualche settimana, i cestini dell’immondizia di Palermo. Perché?

Un giorno, mia figlia si è soffermata alla finestra della sua stanza contando dei turisti che, in gruppo, sostavano all’angolo del marciapiede circondati dalla spazzatura, e poi mi ha detto “Mamma che vergogna! Penseranno che anche noi siamo sporchi”. Quest’osservazione (mia figlia ha solo 11anni) mi ha portato a riflettere; si dice sempre che la notte porta consiglio, per me è stato così. Ho ricordato i fiori di una bellissima cittadina canadese: Victoria. Ho detto che, se la ricordavo ancora oggi, significava che i suoi fiori mi avevano lasciato un bello e lungo ricordo. E che anch’io volevo lasciare un bel ricordo alla gente che passeggia per le strade di Palermo.

Così, da un’osservazione sollevata da Laura, è nata un’iniziativa che sta letteralmente invadendo Palermo. Stufa di vedere i cittadini indifferenti difronte ai sacchetti di immondizia abbandonati intorno ai cestini, Francesca, la mia cara amica Francesca, una mattina di Maggio decide di appendere un paio di vasi pieni di petunie intorno a quello che si trova sotto casa sua, in pieno centro, e poi lancia su Facebook una provocazione che suona più o meno così: se come me ci tieni alla tua città, non rimanere indifferente alla sua bellezza e, da cittadino, mettiti in piedi, scendi per strada e adotta un cestino ricoprendolo di fiori #appizzastufiore più siamo meglio stiamo.

Dopo i primi giorni di smarrimento, piano piano la cosa diventa capillare grazie alla forza dei social: decine di amici, ma anche sconosciuti, cominciano a condividere e postare foto di cestini ricoperti da fiori. Francesca trova il supporto anche di alcune radio locali, ma soprattutto di commercianti, cittadini e persino i netturbini che, mi racconta, la ringraziano per la sua sensibilità.

Francesca, oltre ad essere un bravo architetto, un’insegnante, una cittadina con grande senso civico, è, prima di tutto una mamma. E quando diventi genitore il pensiero assillante è quello di fare in modo che i tuoi figli possano crescere in un ambiente sano. Sono proprio loro, con le loro menti curiose e sensibili, a sollevare in noi milioni di dubbi ma anche a “sbatterci in faccia” la realtà come solo l’innocenza di un bambino può fare. E siamo noi genitori, con il nostro esempio, a sollecitare in loro il rispetto per se stessi, per gli altri e per le cose che ci circondano, le stesse cose che, purtroppo, nella mia terra (parlo da siciliana consapevole) spesso non sono percepite come un bene comune e per questo maltrattate o trascurate. Ecco perché Francesca sente dentro di se il dovere morale di FARE qualcosa per la sua città in un anno, tra l’altro, molto significativo che vede Palermo Capitale della Cultura.

E anch’io voglio sostenere idealmente, anche se a di più di mille chilometri di distanza, l’iniziativa di Francesca. Amo profondamente Palermo: vi ho fatto l’università, proprio insieme a Francesca, lì sono nate le mie amicizie più vere, più mature, ho conosciuto Marcello, il padre dei miei figli, ed è lì, in mezzo alla bellezza sconvolgente dei suoi monumenti, che ho vissuto alcuni dei momenti più importanti della mia vita. Da nove anni vivo a Faenza, città famosa in tutto il mondo per le sue ceramiche, un luogo in cui il senso civico è molto alto: qui è raro vedere l’immondizia fuori dai cassonetti, vi è un grande rispetto per i beni pubblici, la qualità della vita è molto alta, i servizi funzionano, la raccolta differenziata è ben gestita, e non mancano iniziative culturali di alto livello. Di certo il paragone tra una città di 60.000 persone con quella di una con quasi 1 milione non regge, però, di sicuro, l’educazione alla bellezza e al senso civico sono trasversali.

Per questo motivo anch’io, oggi, ho preparato dei fiori di carta e poi sono andata in piazza con i miei figli, in una delle più belle piazze d’Italia, per condividere la “crociata di zia Francesca“. Ho fatto la mia parte da siciliana orgogliosa della mia terra e della mia amica, da mamma che vuole dare l’esempio, ho “appizzato” i miei fiori con i miei figli sul cestino che sta proprio nel cuore della mia città adottiva perché la bellezza è un bene di tutti, perché dobbiamo sentire le cose di tutti come “cosa nostra” e prendercene cura.

#appizzastufiore anche tu: più siamo e meglio stiamo

 

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