Qualche mese fa Danilo mostrava atteggiamenti aggressivi nei confronti non solo del fratellino più piccolo ma elargiva pizzicotti, pugni e schiaffi “a tradimento” un po’ a tutti. Lo faceva abbastanza spesso, in modo incontrollato e senza rendersi conto di far male ai destinatari delle sue azioni.

Preoccupati, ci consultammo con le maestre che ci rassicurarono sul fatto che atteggiamenti del genere sono normali in alcune fasi di crescita dei bambini, dovuti più che altro alla necessità, istintiva e incontrollata, del bambino di dar sfogo alla sua energia compressa dalle regole del buon comportamento.

Un giorno, l’ennesima mia riprovazione per il suo ennesimo gesto incontrollato ai danni di Federico, Danilo mi rispose che era tutta colpa di un diavoletto che viveva nella sua pancia. Ricordai che era una cosa che Nonna Rosa, nel suo modo delicato di giustificare le monellerie del nipotino, gli aveva detto in mia presenza qualche mese prima in Sicilia.A quel punto pensai che forse era il caso di far fare a Danilo un po’ più di movimento così, nei limiti del possibile dovuti alla stagione, abbiamo ripreso la bicicletta, abbiamo cominciato a fare giochi più “movimentati” a casa (salti sul lettone, gare di corsa con tuffo d’epilogo sui cuscini raccolti sul pavimento, etc…): ma il diavoletto, sebbene meno frequentemente, tornava e cominciava a diventare ingombrante.

Disperata chiesi consiglio alla Maestra Teresa, in presenza di Danilo, su come comportarci con questo diavoletto e il suo suggerimento fu di metterlo in una scatola in modo che non avesse più potuto uscire e guidare le azioni di Danilo.

Tornati a casa da scuola quel giorno stesso recuperai una bella scatola di cartone che avevo conservato e, insieme a Danilo, abbiamo preparato un bel lettino con della rafia, abbiamo messo dentro la scatola una tortina appena sfornata per rifocillare il residente e poi abbiamo chiuso per sempre il diavoletto nella sua casetta nuova sperando che non sentisse più l’esigenza di tornare a vivere nella pancia di Danilo.

Non so quanto questo rituale sia stato proficuo, ma da quel giorno Danilo ha cominciato ad agire in modo più pacato sia a casa che a scuola. Certo…ogni tanto ancora oggi ci scappa qualche pizzicotto, ma cerco sempre di ricordarmi che è un bimbo di 4 anni pieno di energia e voglia di vivere!

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