IMG_5496Stasera, rientrando a casa dopo aver lasciato Nonna Rosa in aeroporto, mi sento l’animo colmo di emozioni. Da un lato c’è la malinconia che ogni partenza si lascia dietro, dall’altro la felicità di aver condiviso con mamma la visita alla mostra sul Liberty attualmente in programma ai Musei di San Domenico a Forlì, riportandomi alla memoria esperienze di viaggio fatte con lei quando ero poco più che sedicenne.

E la felicità dell’esperienza non è dovuta esclusivamente alla compagnia ed alla soddisfazione per un allestimento che consente di avere una panoramica completa su questo periodo storico internazionale che in Italia si è espresso ai più alti livelli con artisti, scrittori, poeti, musicisti e architetti di fama mondiale, ma anche per aver potuto osservare con i miei occhi che, nonostante leggi e programmi scolastici che remano contro, la scuola fa ancora il suo dovere di sensibilizzazione all’arte.

La prima immagine della visita alla mostra è un gruppo di bambini della scuola dell’infanzia che accompagnati dalle maestre si soffermano sull’ingresso del Museo per una foto in ricordo dell’esperienza che si apprestano a vivere. La visione di questo gruppo mi ha riempito di gioia e di ottimismo: finché ci saranno maestre che riusciranno a lasciare un ricordo, per minimo che sia, di un’opera d’arte nella mente di un bambino forse riusciremo a salvare il patrimonio culturale di questo Paese.

IMG_5487

La seconda immagine che mi porto dentro sono studenti di scuola superiore seduti a gambe incrociate sul pavimento della prima sala dell’esposizione che, in religioso silenzio, ascoltano le spiegazioni di una bravissima guida (che non nego aver seguito per un po’ anch’io come un parassita!!!). Bello sentire che l’interesse suscitato sollecitava domande e curiosità di ogni genere. Sicuramente la presenza delle insegnanti aveva un ruolo determinante nel mantenimento  dell’attenzione, ma lo sguardo concentrato che trapelava dagli occhi dei più mostrava un interesse sincero per l’argomento.

La terza immagine è quella di una classe di bimbi delle elementari concentrati nel dare una risposta alla guida che li interrogava sull’ultimo dipinto della mostra, il Ritratto di Anna Maria de Lisi di Felice Casorati: un’immagine statica, fredda, l’opposto delle figure sinuose e ammiccanti che avevano visto per tutto il percorso espositivo e prologo di uno stile che, con la complicità degli orrori della Grande Guerra, avrebbe preso il sopravvento sul Liberty. Constatare dinnanzi a quello stridente paragone come quei bambini avessero, nella loro semplicità ed innocenza, colto l’essenza di questo stile è davvero meraviglioso.

L’ultima immagine è quella di una decina di ragazzi, forse studenti di un Istituto d’arte o Accademia, seduti sul selciato esterno di fronte l’ingresso in ascolto delle spiegazioni del loro insegnante che al pari di loro sedeva per terra.

Che dire di più? La scuola, quella vera, quella fatta da bravi insegnanti che cercano davvero di trasmettere il loro sapere ai propri studenti, per fortuna ancora esiste e svolge un ruolo FONDAMENTALE nella crescita dei nostri figli. E’ così che dovrebbe essere sempre, dovrebbe arrivare là dove noi genitori non riusciamo per ignoranza su un argomento, per mancanza di tempo, per incapacità di comunicare con i nostri figli in merito ad alcuni argomenti e chi più ne ha più ne metta. E poi c’è l’Arte in tutte le sue forme, quella con la A maiuscolo per l’esattezza, quella che se si impara ad amare apre la mente ad orizzonti sempre nuovi, insegna rispettare ciò che ti circonda, educa alla bellezza, infonde nell’animo sensibilità e leggerezza.  Impariamo ad amare l’Arte.

0 Like